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Un servizio di counseling psicologico sul posto di lavoro.
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Un servizio di counseling psicologico sul posto di lavoro.

Perché

Questo momento di incertezza ha generato un disorientamento rispetto a quegli elementi che eravamo abituati a considerare “solidi” e affidabili; fattori su cui abbiamo scoperto poggiarsi il nostro senso di continuità e sicurezza. Il contesto attuale ha fatto emergere la necessità di un sostegno alla riflessione su abitudini lavorative e familiari, di una cura rivolta alle persone che in questa fase sono chiamate (individualmente e come gruppo) a riconfigurare il valore delle proprie azioni.

Il counseling sul posto di lavoro è un approccio relativamente recente, ma che si sta sempre più diffondendo in realtà che solitamente ci precedono: più del 55% della popolazione lavorativa americana e il 10% di quella inglese hanno accesso al counseling sul posto di lavoro, il quale è stato recentemente classificato come il benefit più popolare nelle organizzazioni.

Le finalità

  1. Promuovere la qualità della vita lavorativa: monitoraggio dei rischi psicosociali, formazione/informazione, introduzione di una chiara politica aziendale orientata al benessere lavorativo.
  2. Ridurre il rischio di aumento del disagio: supporto alla persona nell’acquisizione di un miglior funzionamento lavorativo e di una maggiore resilienza ai fattori stressogeni, a livello individuale o di gruppo; accompagnamento al cambiamento organizzativo attraverso la consulenza di processo, la supervisione, l’implementazione di sistemi di ascolto e il trattamento degli eventi critici.
  3. Intervenire sulle conseguenze trattando il disagio individuale, mediante programmi di consulenza ed eventualmente altri interventi specialistici.

Gli obiettivi

  • Promozione di benessere e sicurezza;
  • prevenzione primaria del disagio lavorativo e il sostegno/trattamento dello stesso;
  • valorizzazione e lo sviluppo dei lavoratori;
  • miglioramento della comunicazione/comprensione interpersonale;
  • supporto ai cambiamenti organizzativi.

In sintesi, il counseling sul posto di lavoro può agire su due livelli specifici: non solo a supporto di momenti di difficoltà che richiedono analisi/riflessione e superamento del disagio, ma anche a potenziamento dell’efficacia della comunicazione e della qualità delle prestazioni dei lavoratori.

I risultati sono molto positivi: più del 90% dei lavoratori che accedono a un servizio di counseling organizzativo si dichiara altamente soddisfatto, ne farebbe ancora uso se necessario (96%) e lo indicherebbe ai colleghi (94%). In generale, la partecipazione a un percorso di counseling genera sviluppo della sicurezza di sé e del senso del proprio valore, e sostituzione di pattern di comportamento controproducenti con una nuova proattività.

Come

A livello operativo, counselor e lavoratore procedono per prima cosa alla preparazione, poi alla formulazione del problema, alla generazione di soluzioni ed infine all’ideazione di un vero e proprio piano di azione. Nello specifico, il counselor attraversa tre fasi operative: innanzitutto ha il compito di “comprendere” e condurre il lavoratore alla definizione del problema, poi il compito di “stimolare” e di arrivare alla ri-definizione del problema, infine il compito di “reperire e mobilitare” le risorse interne e/o esterne e di condurre il lavoratore alla gestione del problema.

L’azienda può attivare sessioni di consulenza psicologia, in presenza o a distanza, per individui, team e famiglie professionali, con pacchetti di incontri di supporto modulari (disponibili pacchetti da 6 o 10 incontri di un’ora ciascuno).

VisionMind si avvale di un pool di psicoterapeuti, che negli anni hanno maturato una lunga ed approfondita esperienza sia in contesti aziendali che clinici.