di Sarah Thurber

Le idee alimentano l’innovazione. Non ci sono idee? Niente innovazione. Ma cosa sono le idee esattametne? In questa intervista lo chiediamo a Gerard Puccio PhD, autore di “Creative Leadership” e “FourSight® Thinking Profile” e Preside della più antica facoltà universitaria di Studi Creativi.

Gerard Puccio

Quindi, cosa è un’idea?

GP: Un’idea è la maniera che la nostra immaginazione utilizza per rispondere ad un bisogno. Un bisogno può essere creato da una domanda che non ha risposta oppure da un problema che non ha soluzione. Noi soddisfiamo quel bisogno (riempiamo quel vuoto) creando una nuova associazione o connessione. Questa è un’idea. Le persone spesso confondono idee con soluzioni. Credo che una soluzione sia piuttosto un’idea che ha già subito un processo di valutazione, revisione e sviluppo, così da essere praticamente pronta a prendere vita. Un’idea, al contrario, è più vicina ad un guizzo dell’immaginazione. Se la pensiamo all’interno di un processo complessivo è l’intuizione iniziale- il momento “ahah” .

Da dove nascono?

GP: Noi troviamo le idee, cercandole. Se è vero che a volte le persone occasionalmente si imbattono in nuova idea, la maggior parte sono una risposta ad una necessità. Potrebbe essere la richiesta di un nuovo prodotto, una nuova linea di business o un’opportunità. Quando la nostra mente identifica quel bisogno, la nostra immaginazione inizia a lavorare per creare una associazione che lo soddisfi. Tanto più nutriamo le nostre menti con stimoli, come nuove conoscenze, idee, concetti, teorie, immagini ed esperienze, quanto più efficace diventeremo nel creare questo tipo di associazioni.

Come possiamo migliorare la nostra efficacia nel creare nuove idee?

GP: Noi possiamo esercitare la nostra immaginazione. Esattamente come facciamo per qualsiasi altra abilità. Nasciamo con alcune caratteristiche ma attraverso una pratica costante, possiamo diventare più capaci nel produrre nuove idee e concetti. Esiste il mito che sviluppare la propria creatività sia impossibile, ma la maggior parte delle persone non ci prova neppure. Esistono metodi e strategie davvero efficaci per migliorare in tal senso. Mi sto riferendo al processo del Problem Solving Creativo e ai molteplici strumenti di pensiero divergente, che seguono regole molto specifiche, come sospendere il giudizio e sforzarsi di trovare molteplici opzioni potenziali, piuttosto che costruire una soluzione sulla prima idea. Ancora una volta è importante arricchire la propria immaginazione con molti stimoli, sia che siano correlati alla propria area di interesse professionale che non. Informazioni o contenuti provenienti da ambiti molto lontani tra loro sono preziosi per creare intuizioni di ogni tipo, perché forniscono nuova linfa al nostro cervello.

Chi ha le idee migliori?

GP: Io credo che tutti siano creativi. Ciascuno di noi ha semplicemente il proprio modo di esprimerlo. Alcune persone sembrano avere il dono di fare le domande giuste. Altre hanno la pazienza di perfezionare un piano. Altre ancora hanno il coraggio di osare con idee nuove. Altre sembrano nate per proporre una idea dopo l’altra. Il Profilo FourSight® identifica le preferenze di pensiero delle persone. Una delle preferenze è quella dell’Ideatore. Come suggerisce il nome si tratta di individui le cui menti amano giocare continuamente con nuove possibilità. Spesso travolgono coloro che non hanno questo tipo di pensiero, con la montagna di idee prodotte. A volte sembra che non riescano a fermarsi. Questo per quanto è naturale per un Ideatore produrre idee.

Ci sono particolari gruppi nazionali o culturali che sono più portati a produrre idee?

GP: Si possono sicuramente trovare più Ideatori in quei contesti lavorativi che sono più attrativi per loro. Penso ai “creativi” nelle società pubblicitarie, agli artisti, designers, R&D, inventori e consulenti. Abbiamo scoperto, in maniera sorprendente, attraverso una nostra ricercar con FourSight®, che molti top executives esprimono una forte preferenza per lo stile Ideatore. La mia sensazione è che I senior leaders abbiano questa tendenza, in quanto sono abituati ad avere un Quadro di riferimento ampio, ad essere visionary. Individui che anticipano il future ed esplorano le nuove possibilità che può portare.

Da un punto di vista storico c’è stato un tempo ottimale per le idee?

GP: Nel corso della storia, le idee sembrano fiorire laddove o quando c’è stata una contaminazione di culture differenti. Il Rinascimento è un classic esempio di momento storico in cui le idee, in ogni campo, sono letteralmente esplose.Oggi Internet consente il confronto e lo sviluppo dell’immaginazione, oltre che il facile scambio di concetti. Pensate al tipo di collaborazione che possiamo creare con persone che non abbiamo mai incontrato, pur scrivendo libri insieme, componendo musica, sviluppando innovazioni tecnologiche. Le aziende sono in grado di accedere a nuovi consumatori, e ad ampliare il mondo. I concetti di Open Innovation e Crowd Sourcing consentono ad una platea più ampia di finanziare idee che possono essere vincenti. In effetti questo è davvero un buon momento per le idee.

Quando una idea arriva?

GP: È un mito credere che le idee arrivino solo sotto stress o in momenti di panico. La ricerca fatta da Teresa Amabile mostra che scadenze strette e pressanti non promuovono le idee. Quello che favoriscono è la raccolta di un frutto già maturo, in genere, quindi, idee che già si hanno o si sono avute in passato. Generalmente le idee arrivano quando si ha tempo di pensare. Spesso siamo raggiunti da una idea quando stiamo per addormentarci, o stiamo guidando, oppure facendo una doccia.

Ci sono condizioni organizzative che aiutano?

GP: Sì. È possibile promuovere una cultura delle idee, lasciando del tempo per pensare “Idea time”. Google è stato un precursore in tal senso. Incoraggiano le persone d esplorare idee, riservando una certa percentuale di tempo proprio per il pensare. 3M ha fatto la stessa cosa nei propri laboratori R&D. I Team leaders possono fornire alle proprie persone le migliori conoscenze del proprio settore e incoraggiarle a guardare oltre. In questo caso si hanno I migliori successi, I pensieri più freschi ed innovativi. Dobbiamo considerare anche il supporto che viene dato alle idee. Quanto sono tenute in considerazione, in azienda, le idee delle persone? Se c’è un contest molto critico, le persone impareranno presto a tenere le proprie idee per se stessi. In un contesto come quello, l’immaginazione si può atrofizzare.

Come una persona dovrebbe accogliere le idee di un altro?

GP: In maniera controintuitiva. Spesso ci è stato insegnato che, di fronte ad una nuova idea, sia necessario prima di tutto trovare delle imperfezioni, o dei difetti. Questo non è sicuramente l’approccio migliore. Ricordiamoci che un’idea è come un neonate. Non è ancora una soluzione robusta. Trattiamola in maniera gentile. In particolare insegnamo alle persone ad utilizzare una tecnica chiamata Specifically, we teach people to use the technique called ‘Praise First’ (prima elogiare). Si può ricordare anche attraverso l’acronimo POINT, che sta per Pluses, Opportunities, Issues and New Thinking (Aree positive, Opportunità, Criticità, Nuove Riflessioni). In questo modo, quando qualcuno vi propone un’idea, potete esprimere quello che vi piace. Identificare punti positivi ed individuare opportunità, può permettere un maggiore livello di accettazione. Una volta identificati I meriti, potete esprimere tutte le vostre perplessità, ma in forma di domanda, in modo da stimolare ulteriori nuove riflessioni. Per esempio Come possiamo trovare Il budget per? O, In quale modo possiamo convincere il nostro capo? Durante una ricerca sul tema dell’impatto della formazione, lo strumento maggiormente efficace è risultato essere POINT. Fornisce un modo strutturato per dare credito alla persona che ha portato una nuova idea, riconoscendo I suoi sforzi e offrendo un feedback costruttivo in ottica di sviluppo e rafforzamento dell’idea stessa. In questo modo solo pochissime idee vengono eliminate da subito.

Cosa provoca una idea?

GP: C’è una risposta emotive quando si ha un momento ahah – un senso di sollievo e di gioia. Le idee ci rendono più forti perchè risolvono dei dilemmi e questa è una esperienza fantastica. C’è un profondo senso di soddisfazione nel trovare un’idea che ci valorizza.

Quale ambiente funziona meglio?

GP: È molto personale. Le persone hanno gusti diversi in termini di ambiente. Io, ad esempio, ho bisogno di musica e di movimento, quando devo pensare. Altre persone sono distratte dalla musica. Altre persone hanno bisogno di creare il proprio spazio per essere supportate al meglio. C’è chi ama la luce, chi il buio, caldo o freddo. Dal momento che non esiste la ricotta che funziona per tutti, è importante che le persone possano gestirsi il proprio luogo di lavoro. Nelle aziende è importante che ci siano spazi dove le persone possano incontrarsi. È necessario che ci si possa trovare liberamente, in quanto spesso le idee arrivano da semplice scambi e conversazioni.

Abbiamo bisogno di pause per riflettere o è meglio essere immerse costantemente in stimuli ed informazioni?

GP: Abbiamo bisogno di tempo fermarci e riflettere. Facciamo una passeggiata. Andiamo ad una conferenza. Facciamo un viaggio. Allontaniamoci dal contesto in cui siete tutti i giorni. Quando abbiamo tempo di fare un passo indietro e riflettere, noi letteralmente diamo alla nostra mente lo spazio per produrre nuove idee. Questo, ad esempio, è quello che amo di andare in aereo. Nessuna email. Nessuna interruzione. Nessuna emergenza di cui occuparsi. Posso pensare. È assolutamente cruciale.

Quali sono le sue idee personali preferite?

GP: La teoria e lo strumento FourSight®. Il concetto di creative leadership , per esempio l’assunto che I leader abbiano bisogno di utilizzare il pensiero creativo per avere successo nel 21° secolo. L’idea che tutti possano imparare ad essere più creative e che il pensiero creativo sia una competenza essenziale nella vita.